Bravi i comprimari che riescono ad emergere anche se costretti da una regia pedestre, lunga, noiosa di un Virzì regista di molto sopravvalutato cui mancano del tutto il senso dell'inquadratura, quello del ritmo cinematografico e la decenza di lasciare perdere la macchina da presa.
sabato 30 gennaio 2010
La prima cosa bella
Bravi i comprimari che riescono ad emergere anche se costretti da una regia pedestre, lunga, noiosa di un Virzì regista di molto sopravvalutato cui mancano del tutto il senso dell'inquadratura, quello del ritmo cinematografico e la decenza di lasciare perdere la macchina da presa.
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