lunedì 4 giugno 2012

Love And Secrets

Può sembrare un remake di Psyco.
E Allora?
E se anche fosse?
Tutti i giorni nevrotici e pazzi uccidono le loro donne per vendicarsi di una madre inadeguata.
E se il compito dell'arte è le catarsi e l'educazione (in questa caso delle fanciulle), ben venga un altro film che può evitare a qualche sventatella dal voler salvare "solo con l'amore" uno che ha bisogno di un buon psicanalista o forse, meglio, di un TSO.
E poi il film scorre bene.
La suspence c'è. Non è proprio tutto scontato, come dev'essere un thriller freddo.
E tutti gli attori, comprimari compresi, sono molto nella parte.
Ma perché cambiare il titolo al film?
"All good things" era bello e originale.
Misteri della distribuzione italica.

mercoledì 2 maggio 2012

The Hunger Games


The Hunger Games, i giochi della fame, fa venire in mente la battuta di Roberto D'Agostino sui partecipanti all'Isola dei Famosi: "l'Isola dei morti di fama" .
Battuta feroce.
A denotare però la ferocia di un pubblico della TV (e di internet) che si diverte a vedere (e a commentare via Twitter e FB) le disavventure di questi poveracci che si battono in giochi idioti per una tazza di riso in più, mostrando ogni giorno le loro patetiche nudità, patetici come quegli altri poveri cristi che venivano fatti a pezzi nelle arene che i romani avevano costruito in ogni parte dell'impero per alimentare la ferocia di un popolo che grazie alla sua ferocia aveva costruito un impero senza pari.
The hunger games non è un film sul futuro.
E' un film sulla TV.
E' un film sulla pubblicità.
La TV che mostra c'è già oggi: è il GF, è la Fattoria, è Amici, è l'Isola dei morti di fama, etc. etc. etc.
Certo, non muore ancora nessuno...per il momento.
Ma prima o poi... gli sponsor forse vorrano anche il morto in diretta quando il pomiciamento ad infrarossi non basterà ad un pubblico di guardoni-soft.
The Hunger Games non è un film sui "rimedi" alla crescita demografica come "La fuga di Logan".
Non è un film politico.
Non c'è nessun messaggio di avvertimento di un futuro distopico, e per la semplice ragione che ci siamo già dentro tutti.
La storia "politica" è un pretesto, l'amore è un pretesto, il cambio delle regole è un pretesto.
Lo scopo è uno ed uno soltanto: uno spettacolo per tenere buona la gente.
Come al tempo di Diocleziano o Caracalla.
E si vede bene che la stella di questo film, Jennifer Lawrence se la gode tanto a fare la gladiatrice.

giovedì 19 aprile 2012

Un cuento cino

Un film argentino molto delicato, profondo, ben recitato, non scontato.

Una bella riflessione di cosa siano le cose importanti della vita: amicizia, amore, fratellanza oltre ogni cultura particolare.

Un arsenale necessario per sopravvivere al caso, il vero elemento che governa le povere vite degli umani.

domenica 25 marzo 2012

Young Adult

Interessante il tema dei giovani adulti che continuano a voler estendere una gioventù che non si vuole che finisca, in una specie di delirio da bambino onnipotente che vuole tutto anche contro l'evidenza che gli altri, invece, crescono, invecchiano, figliano.
Charlize Teron cerca di dare uno spessore alla trama ma la sua fisicità uccide il personaggio.

giovedì 23 febbraio 2012

Paradiso amaro

Non é usuale trovare tanti temi importanti trattati in un solo film e trattati bene, e ovviamente occorre una grande sensibilità del regista nel dipingerli per immagini, cosa che in questo film funziona in modo perfetto grazie alla bravura degli attori tutti, fra cui, oltre ad un ottimo Clooney, una splendida Shailene Woodley ci fa toccare con mano il tremendo dramma che la coinvolge.

mercoledì 15 febbraio 2012

Albert Nobbs

Ottime prove d'attore di Glenn Close e comprimari ma trama inconsistente e senza senso logico.