Melenso e zuccheroso, buono per ragazzine under 15 e sfigate single over 35.Trama banale, finale scontato, bella NYC e Malin Ackerman.
Uno spaccato delle miserie umane lievitate ed esplose in un ambiente familiare malsano anche se apparantemente "normale".
Una buona rappresentazione del mondo di chi perde lavoro in età avanzata.
Una profonda differenza fra noi e gli americani è nel non aver capito il valore della fantascienza, meglio, della letteratura di anticipazione, un genere dove l'ipotesi scientifica o l'ipotesi storica serve a creare nel lettore/spettatore il dubbio su cosa ci potrebbe riservare il futuro.
Ottimo film che mostra senza esagerazioni come anche una donna (Tilda Swinton) possa essere una grande stronza quando diventa un capetto di una multinazionale nei casini.